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Calciatori gay: gli inglesi del Manchester City nuova politica per gli omosessuali, diventa gay-friendly

Posted by C. Retino on Aug 29th, 2006 and filed under Calcio, Gay. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Calciatori gay: gli inglesi del Manchester City nuova politica per gli omosessuali, diventa gay-friendly

L’anno scorso tre calciatori gay tedeschi, anonimi, avevano proposto al Financial Times di fare outing (dichiarare la loro omosessualità) se altri otto li avessero seguiti.
Nulla di fatto: il tabù ha resistito e quindi s’è consolidato.

Manchester CityIl calcio, gioco omofobico per eccellenza, con frasi tipo “gioco maschio”, “non è uno sport per signorine”, “fighetta” vede oggi incrinarsi questa resistenza grazie al Manchester City (sito ufficiale), squadra della Serie A inglese, che ha sottoscritto un accordo che lo trasforma in una squadra «gay-friendly».

Significa che la società si impegna ad offrire delle pari opportunità, assumendo personale omosessuale per il suo stadio e campo d’allenamento.
La cosa, detta così, non pare eccezionale: i pari diritti dovrebbero essere garantiti e tutelati comunque.

Ma il Manchester s’è spinto oltre, invitando la comunità gay della città a vedere le sue partite.
L’azione non è più passiva, quindi: è diventata attiva.
Il Manchester City ha anche dovuto staccare un assegno milionario per Stonewall, la potente associazione che difende i diritti di gay, lesbiche e bisessuali (storia) in Gran Bretagna per poter essere incluso nella lista «gay-friendly».

Un elenco nel quale si sono iscritte già la rete televisiva BBC e la Marina Militare britannica e che garantisce una politica di reclutamento e difesa del personale omosessuale che comprende il divieto e la sanzione di linguaggio o atteggiamenti offensivi o di pregiudizio sul posto di lavoro.

Il direttore generale Alistair Mackintosh ha spiegato all’Observer: «Vogliamo mandare un messaggio chiaro di benvenuto tra noi a gay, lesbiche e bisessuali».

Riguardo ai calciatori gay ed alla ritrosia a fare outing, Tony Cascarino, ex calciatore irlandese, ricorda la storia di Justin Fashanu, che giocò con Nottingham Forest e Hearts
e nel 1990 decise di uscire allo scoperto dichiarando la propria omosessualità.
Diventò il bersaglio degli insulti del pubblico e degli avversari: otto anni dopo si suicidò
e la deduzione che la pressione fosse diveunta eccessivamente oppressiva non fu difficile.

E che il Manchester City abbia optato per una manovra di marketing (interessato alle sterline degli omosessuali, stimati non meno di 3,6 milioni nei consigli d’amministrazione delle aziende del Regno Unito) o meno, poco importa: l’importante è il primo passo, principio di ogni lunga marcia.
Fonte: Corriere.it

Categories: Calcio, Gay
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