Giovanni Sartori Veltroni e D’Alema sono due cretini irresponsabili

Marco Materazzi, l’uomo dei mondiali: gol, insulti, espulsioni e vittoria e campione mondiale. Brocco? Falloso?

Posted by C. Retino on Jul 11th, 2006 and filed under Calcio, Donne, Razzismo, Sport. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Marco Materazzi è l’Uomo dei Mondiali, altro che Zidane!

Amato idolo della tifoseria dell’Inter e odiato simbolo del calcio falloso da parte di tutte le altre con in testa Juventus e Milan, è senza ombra di dubbio l’Uomo dei Mondiali.
Più di Totti, più di Cannavaro, Buffon, Lippi.
È lui che ha sostituito alla grande Nesta, facendolo addirittura dimenticare: quando il difensore del Milan sì è infortunato nella partita Repubblica Ceca-Italia e non solo ha segnato il gol del vantaggio ma ha anche giocato così bene da essere dichiarato miglior giocatore in campo. Ecco l’immagine ufficiale per il desktop dei suoi ammiratori.
E disse: “C’è una giustizia divina – ha dichiarato il difensore. – Dico così perchè a livello umano ho subito delle ingiustizie, per i miei errori. Ne ho fatti come tutti i ragazzi, ma sono stato trattato in maniera ingiusta. Dedico questo gol a De Rossi”.Ottavi di finale > Nella partita (Italia-Australia) successiva Nesta non riesce a recuperare e lui parte da titolare: la partita è in bilico ed il primo tempo finisce in parità 0-0.


Al 50′ su un contropiede australiano, l’attaccante Mark Bresciano (che gioca in Serie A col Parma) si trova di fronte, al limite dell’area, Marco Materazzi che entra in scivolata in una mischia concitata.
L’arbitro decide per il fallo ed espelle Materazzi: il replay dirà che – paradossalmente – Materazzi non ha fatto fallo su Bresciano (non avendolo neanche toccato) ma che, addirittura!, il tackle l’ha affondato su Zambrotta.
L’Italia, in dieci sino al termine, riuscirà a vincere ed a passare il turno grazie ad un rigore segnato da Totti nel recupero dei tempi regolamentari.

E siamo ai quarti, Italia-Ucraina: Materazzi deve scontare un turno di squalifica. Uno solo, perché la FIFA s’è resa conto dell’avventata decisione dell’arbitro Medina Cantalejo che ha espulso Materazzi per un fallo… su un suo compagno! Pur ammettendo che la scivolata era avventata, irruenta, e che gli arbitri hanno usato la cosidetta “tolleranza zero”
per i falli in questo mondiale (talvolta a sproposito, come in tutte le esagerazioni), sarebbe “bastata” un’ammonizione.
Al termine della partita capiamo che lo spauracchio Shevchenko non è tornato in forma dall’infortunio di fine campionato (l’ultimo col Milan) e che, essendo lui tutta l’Ucraina, non basta a battere l’Italia: 3-0 con prima rete di Zambrotta e doppietta di Toni.

Nella semifinale contro i padroni di casa della Germania Materazzi torna in campo nonostante Barzagli, che l’aveva sostituito, s’era ben comportato.
Predominio della tattica sul bel gioco e partita che si sblocca solo al termine dei supplementari grazie al gol di Fabio Grosso (che diventerà suo compagno nell’Inter dalla prossima stagione) ed al raddoppio di Alex Del Piero. Germania-Italia 0-2: siamo in finale!

Per tutti i giorni che anticipano la finale si discute se e a chi far marcare Zidane, il ritrovato campione transalpino che ha condotto la Francia in finale eliminando prima la favorita Spagna (e Zizou ha segnato il secondo goal) e poi il Brasile (e Zidane ha fatto l’assist del goal di Henry): Materazzi “battezza” Ringhio Gattuso come ideale (e forse unico) marcatore per Zidane. Gattuso ringrazia della stima ma poi ammette “Marco lo conosco bene; dormivamo nella stessa camera ai tempi di Perugia. Poteva farsi gli affari suoi? Zidane non si ferma; se si ferma è perché decide di farlo da solo. Speriamo che Dio ce la mandi buona. Bisogna avere fortuna nei contrasti. Non bisogna farlo ragionare e farsi il segno della croce. Ha 34 anni e gioca come un ragazzino; speriamo che arrivi alla finale con poca benzina in corpo. Lui è come il gioco napoletano delle tre campanelle: palla c’è, palla non c’è. Zinedine è così, ora c’è, ora non c’è più. Vale da solo il prezzo del biglietto.” Ma Ivan Gennaro Gattuso detto “Ringhio” non sa ancora che Zidane si fermerà da solo. E che Materazzi ci metterà il suo zampino.

9 luglio 2006: all’Olympiastadion di Berlino si fronteggiano nella finale del Campionato del mondo di Germania 2006 Italia e Francia.

Al sesto minuto il risultato si sblocca grazie (si fa per dire) ad un calcio di rigore.
L’intervento in area è di Marco Materazzi ai danni di Malouda: anche stavolta, vedendo bene il replay si scopre che l’eterno falloso Materazzi sfiora solo l’ala francese, che plana in area senza esser toccato. Un tuffo clamoroso che nessuno ha contestato: nessuno s’è scandalizzato? L’avesse fatto Inzaghi sarebbero ancora lì a dare agli italiani degli antisportivi, dei simulatori e chissà quante altre offese. Per rispetto dell’arbitro bisogna ammettere che chiunque avrebbe optato per concedere il calcio di rigore a velocità regolare: ed anche l’arbito Horacio Elizondo è di questo parere. Zinedine Zidane si occupa di battere il rigore: di fronte l’ex compagno delle Juventus, il miglior portiere del mondo, Gianluigi Buffon.
E Zidane, freddo come il ghiaccio, non solo segna ma irride Buffon con un cucchiaio, il pallonetto lento che entra non dopo aver toccato la parte interna della traversa ed aver rimbalzato per pochi ma sufficienti centimentri oltre la linea di porta. È gol. La Francia è in vantaggio nella finale: Zidane è l’eroe, Materazzi colpevole.
Al nono minuto Materazzi, probabilmente ancora scosso per la responsabilità avuta nel primo gol della Francia,
devia pericolosamente verso la nostra porta un cross di Sagnol sull’esterno della rete, con Buffon disperatamente proteso verso il pallone.
Materazzi sbanda ma non crolla: è visibilmente scosso ma è da subito dopo la rete che Mister Lippi predica soprattutto la calma.
Ed è Marco Civoli, telecronista RAI, a riabilitare in tutto e per tutto uno dei suoi pupilli, il difensore interista Marco Materazzi quando, al 19’ l’Italia si riporta in parità grazie ad corner di Pirlo ed ad un perfetto colpo di testa di Materazzi, che si fa perdonare per il precedente “errore” e, saltando più in alto di tutti, infila di testa alle spalle Barthez per l’1-1 che si protarrà sino al termine della partita.
Ma prima della fine Materazzi è ancora una volta protagonista: azione d’attacco della Francia e Gattuso libera l’area di rigore italiana, Materazzi è su Zidane, che gli si appoggia con la schiena al petto.
Il contatto è irrisorio e Zidane fa per tornare a centrocampo, pare che addirittura un sorriso affiori sul viso del campione transalpino.
Scambia qualche parola con il difensore azzurro e fa per allontanarsi quando cambia espressione e torna repentino verso Materazzi colpendolo con una testata al petto. Materazzi è a terra dolorante e tutto lo stadio lo fischia, probabilmente pensando ad una simulazione, intento com’erano tutti a guardare dove finisse la palla.
Il replay è impietoso e spiega la ragione per cui Materazzi è a terra. Ma il tifo contrario (francesi, naturalmente, ma anche gran parte dei tedeschi – da noi eliminati in semifinale) continua a fischiare.
L’arbitro è indeciso sino a quando Medina Cantalejo, l’arbitro che aveva diretto Italia-Australia e che aveva, in quell’occasione, espulso Materazzi, spiega all’arbitro cosa ha fatto Zidane, che ovviamente s’era ben guardato da confessare la sua colpa.
Il cartellino rosso è giusto ed immancabile: Zidane viene espulso e solo l’allenatore francese Domenech sbraita e mima chissà che colpe del povero Materazzi.
Ma l’espulsione di Zidane rimane e questi se ne va lasciandosi desolantemente alle spalle la Coppa del Mondo.

Il risultato rimane in parità sino ai calci di rigore e qui Materazzi conclude la serata segnando uno dei calci di rigore (il secondo) con un mancino alla sinistra di Barthez.
E l’errore di Trezeguet ci darà il titolo di Campioni del Mondo: chi può negare ora che Materazzi non sia l’uomo del Mondiale?

Materazzi, detto “Matrix“, sul suo sito ufficiale (http://www.marcomaterazzi.it/) dice solo “Chi mi conosce sa che sono un bravo ragazzo, gli altri dicono di no.”

Che Materazzi si sia macchiato, in passato, di falli, gravi e meno gravi, è noto a tutti: qui (http://www.youtube.com/watch?v=WJPKM5aJGW8) si può vedere il difensore in un derby contro il Milan picchiare un po’ tutti (democraticamente, per la par condicio) quelli che gli passano vicino.
In un altro video lo vedete fare il faccia a faccia con Kakà, il brasiliano del Milan: è spiritosissimo, persino umile, nessuno gli darebbe mai del killer, del falloso, del picchiatore.

Ma di seguito, qui (http://www.youtube.com/watch?v=EpG4AHlZrL4), lo vedete picchiare, fare delle entrate ben oltre il limite del regolamento giocatori di ogni razza, religione, nazionalità: Ibrahimovic, Totti, Shevchenko, Inzaghi, Rui Costa, Bojnov, Pirlo, Mc Carthy e tanti altri.
Come nella celebre pubblicità delle patatine, lui di cartellini ne ha visti tanti e di entrambi i colori. Ma non come comunemente si crede.
È stato definito in tante maniere: delinquente, animale, killer, macellaio (nell’anti-sito per eccellenza), selvaggio (che gomitata a Sorin!), lo juventinologo Mughini l’ha anche definito “assassino“, un delinquente comune ed anche un cattivo esempio per i giovani (dal senatore di An Roberto Salerno), il “cattivo” del calcio italiano, scarso e falloso,
e via dicendo ma i tifosi dell’Inter lo ritengono un idolo e lo difendono ad oltranza definendolo un giocatore rude, un duro.

Be’, nessuno può dimenticare gli otto turni di squalifica rimediate nel 2004 per il pugno al volto sferrato al difensore del Siena Bruno Cirillo nel tunnel degli spogliatoio al termine di Inter-Siena.

Il sito ufficiale dell’Inter lo definisce così: « Difensore centrale molto abile nei contrasti, e’ quasi infallibile sui calci di punizione e di rigore, a riprova delle indubbie doti tecniche
- E’ figlio d’arte: suo padre Giuseppe e’ un tecnico di fama internazionale, gia’ allenatore di Pisa, Lazio, Bari, Padova, Brescia, Piacenza, Sporting Lisbona e Tianjin Teda
- Ha iniziato a giocare fra i dilettanti, passando anche per i campi polverosi della serie C siciliana
- Con 12 gol segnati ha superato il record assoluto di centri per un difensore nel campionato italiano: precedentemente, il primato apparteneva al fiorentino Daniel Passarella, autore di 11 reti nella stagione 1985/86
- Ha esordito in nazionale il 25/4/2001 (gara amichevole, Italia-Sudafrica 1-0) partecipando sia al mondiale nippo-coreano del 2002 che a Euro2004 in Portogallo
- E’ stato Ilario Castagner, suo allenatore al Perugia, a consigliare Materazzi all’ex CT Giovanni Trapattoni per la difesa azzurra: “Gia’ due anni prima avevo suggerito a Ghedin, collaboratore di Trapattoni il nome di Marco. Meritava da tempo una chance di quel tipo”».
Riguardo alla sua carriera: inizia nel 1990 in B col MEssina (ma senza presenze); seguono due campionati nei dilettanti del Tor di Quinto (anche qui senza giocare) e poi finalmente esordisce nel Marsala (in D; 25 partite e 4 gol), l’anno dopo è in C1 col Trapani (13 partite e 2 gol), va in B col Perugia nel 1995/’96 (1 sola presenza) e ridiscende per giocare nel Carpi in C1 (18 presenze e ben 7 reti).
Il Perugia lo rivuole, prima in A (14 partite e 2 goal: esordisce il 2/2/1997 contro l’Inter contribuendo allo 0-0 finale) e poi anche in B l’anno dopo (32 presenze e 5 gol): l’anno successivo emigra nella PremierShip Britannica (la serie A inglese) con l’Everton (27 partite ed 1 goal) per poi tornare un biennio nel Perugia (21+30 le partite con 3 ed addirittura 12 reti nel 2000/01).
Dal 2001/2002 è all’Inter, in cui inanella tantissime presenze e reti.
Nel suo palmares, che fino ad ieri vantava una paio di Coppe Italia ed una Supercoppa TIM, ora rifulge il fresco titolo di Campione del Mondo.

Sempre sul sito nerazzurro compaiono, tra le statistiche, anche le sue ammonizioni ed espulsioni:
2001/02: 9 gialli in campionato ed 1 in Coppa Europea;
2002/03: 1 giallo in campionato e 2 in Coppa Europea;
2003/04: 2 ammonizioni in campionato ed 1 in Coppa Europea;
2004/05: 7 gialli ed 1 rosso (il primo in nerazzurro!) in campionato, 1 in Coppa Italia ed 1 in quella Europea;
2005/06: 10 gialli in campionato, 2 in Coppa Italia ed 1 in quella Europea.
Quindi i dati parlano in suo favore: una sola espulsione in 5 campionati!
Ed è capitato al 35′ di Parma-Inter (2-2) e per fallo di mano volontario in area, non per gioco falloso!
E, per completare la statistica nella massima serie l’anno prima di andare all’Inter prese 2 ammonizioni e quello ancora prima 1 sola ammonizione.
Collina è stato l’unico arbitro che ha espulso Materazzi da quando gioca nell’Inter. Anzi, da quando gioca in Serie A.

Nato a Lecce il 19/08/1973, tra poco compie 33 anni, ma che regalo s’è fatto?

Nella pagina su Wikipedia si ricorda che assieme a Luca Toni il capocannoniere dell’Italia vincitrice dei mondiali 2006, seppur con il modesto bottino di 2 reti, oltre al rigore calciato in finale.

Sul Blog dedicatogli (in francese, indovinate…) fioccano invidiosi insulti che non val la pena di approfondire.
Illazioni da cui lui si difende dandosi dell’ignorante “Non è assolutamente vero, non gli ho detto terrorista, sono ignorante, non so neanche cosa voglia dire” (sul sito ufficiale dell’Inter)

Il difensore francese Gallas è furioso con Materazzi per l’episodio con Zidane: “Vorrei solo picchiarlo“. Senza troppi giri di parole, il difensore francese riaccende il fuoco delle polemiche dopo la testata che ha condannato Zidane all’espulsione durante la finale di domenica, poi vinta dall’Italia ai rigori. “Sappiamo tutti come sono fatti gli italiani – attacca Gallas – fanno sempre così. Quando sentono che stanno subendo, provocano. Quando ho visto Zidane andarsene cosi’, avrei voluto spaccare la faccia a Materazzi. A volte un giocatore fa il furbo, dicendo cose per le quali vorresti ucciderlo. Gli italiani barano, ma non possiamo farci nulla”. Congratulazioni.
E siamo ancora con le insinuazioni riguardo a cosa ha detto Materazzi a Zidane: ora la FIFA istituirà un’inchiesta a riguardo.
Ed il giornale tedesco Spiegel cerca di sfondare il muro dell’idiozia (superando il record che già detiene): “La Coppa potrebbe essere ritirata”.

Nel frattempo continua il gioco dell’Estate: cosa ha detto Materazzi a Zidane per quella reazione?
In prima fila ci sono i quotidiani britannici, che di Materazzi si ricordano ai tempi della sua militanza nell’Everton.
Per svelare l’arcano il Times ha addirittura chiamato una specialista che collabora con Scotland Yard, Jessica Rees,
esperta oltre che di labiale anche di italiano.
Questa la sua tesi: Materazzi ha detto a Zidane “che è il figlio di una puttana terrorista“.
Un insulto chiuso con: “E intanto vai fare in culo“.
Ricostruzione che l’Indipendent sostanzialmente conferma, cambiando però il bersaglio: non è la mamma, ma la sorella.
L’associazione “Sos razzismo, invece la vede così: “Diverse fonti bene informate del mondo del calcio,
da noi consultate, assicurano che lo ha chiamato sporco terrorista“.

Questo il filone dominante. Ma accanto alle due tesi più accreditate, sono fiorite altre suggestive ricostruzioni.
Una gira intorno alla maglietta di Zidane.
“Piantala di tirarmela. Se proprio la vuoi, te la regalo dopo la fine” avrebbe detto il capitano francese.
“Preferisco toglierla a tua moglie” avrebbe replicato il difensore italiano.
Greve ma efficace, qualsiasi cosa abbia detto.
Ma di frasi così, insulti e simili, vengono detti ogni cinque minuti sui campi di tanti sport dalle categorie più infime
a quelle più eccelse: ciò che non viene messo in questione è la testata del fuoriclasse, la violenza inaudita di chi è stato premiato come miglior giocatore del Mondiale, una vera offesa al Fair Play sbandierato dai tanti che vogliono la testa di Materazzi perché non riescono a trovare altre scuse per le loro sconfitte nel Campionato del Mondo.
Perché Materazzi lo scarso, Materazzi il killer, Materazzi il macellaio, Materazzi il selvaggio, Materazzi l’assassino, Materazzi il delinquente, Materazzi il cattivo esempio per i giovani, Materazzi il falloso, quel Materazzi è campione del mondo.
E Zidane il genio, Zidane il fuoriclasse, Zidane il campione, Zidane l’orgoglio della Francia gli è solo secondo.
Con l’ignomia, secondo la Storia, di un gesto violento visto da tutto il mondo che gli è costata l’espulsione.
Quell’espulsione che gli ha impedito di vedere Materazzi alzare la coppa più prestigiosa e di diventare a tutti gli effetti
l’Uomo dei Mondiali 2006.

Fonti: yahoo.com / tgcom / gazzetta.it / youtube.com / marcomaterazzi.it / ilpestifero.net / loscarsomaterazzi.splinder.com / corriere.it / goal.com / interfans.org / repubblica.it / inter.it / fiorentina.it / wikipedia.org / materazzi.wordpress.com / agi.it

Categories: Calcio, Donne, Razzismo, Sport
Tags:

2 Responses for “Marco Materazzi, l’uomo dei mondiali: gol, insulti, espulsioni e vittoria e campione mondiale. Brocco? Falloso?”

  1. Cld says:

    Marco grazie di esistere

  2. giberto says:

    trovo scandalosa la squalifica a zidane per il fatto gravissimo che ha commesso
    tantopiu che ha deciso di smettere di giocare, ciao viva materazzi!

Leave a Reply

Advertisement

Photo Gallery

Log in