Giovanni Sartori Veltroni e D’Alema sono due cretini irresponsabili

cazzo

Cazzo è una parolaccia oggiogiorno usatissima ma la sua origine, ignota ai più, sorprende come non mai.

Deriva addirittura da capezzolo, di cui altro non è che non una forma contratta: CAP[EZ]ZO. A chi, logicamente, si chieda come fa il cazzo (ad oggi inteso come l’organo sessuale maschile, il pene) derivare dal capezzolo (punta della mammella ossia del seno), rispondiamo che deriva dal latino CAPITIUM, formato su CAPUT (capo, cima), quasi a significare “piccolo capo” (e negli uffici la gente potrebbe sbizzarrirsi) nel senso di manico, altro modo per indicare il pene.

Ed è dunque chiaro come il cazzo ed il capezzolo s’incontrino, a scanso di equivoci acrobatici e/o contorsionistici.

Quotidianamente viene udita (ed usata) la parolaccia “cazzo” intercalandola nelle frasi per involgarirle, come ad es. “che cazzo vuoi?” oppure “ma che cazzo dici!” o semplicemente il più elementare “cazzo!” per lagnarsi di una situazione non soddisfacente (per usare un eufemismo).

Cazzo trova il suo corrispondente in inglese (come uso) nel verbo “fuck!” (che significa letteralmente fottere, scopare) e non andiamo tanto lontano: in spagnolo è carajo, e per chi desidera praticare il turpiloquio nei paesi d’oltralpe suggeriamo bite.

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