Selvaggia Lucarelli cade dalle nuvole: non sapeva che guadagnare dei soldi fosse un lavoro e bisognasse fatturare.
La 35enne “autrice e attrice teatrale di commedie (…) divenuta nota su Internet grazie al suo ironico blog che poi l’ha fatta conoscere anche al di fuori del web, con la collaborazione ad alcune testate della carta stampata” (come recita wikipedia) è stata bacchettata da “Striscia” in buona – buonissima! – compagnia: Simona Ventura, Mara Venier, Adriana Volpe, disegnatrici o testimonial di gioielli, indossati poi nelle trasmissioni tv e perciò tacciate di pubblicità occulta.
Esiste addirittura un tariffario che stabilisce quanti soldi avrebbero preso vari personaggi televisivi per indossare capi d’abbigliamento o accessori nelle diverse trasmissioni: la tariffa della Lucarelli sarebbe di 1.500 euro.
E lei ci scherza: «Stanno sparando sulla croce rossa, sono la più sfigata.
E tra l’altro, giuro, non sapevo che fosse reato, tanto è vero che ho fatturato tutto regolarmente».
Cosa ha fatturato? «L’anno scorso per due o tre volte ho indossato magliette in varie trasmissioni e ho preso 500 euro a volta. Poi le cose non mi piacevano e mi sono tirata indietro… La verità è che sono caduti nella rete solo i pesci piccoli. Una gogna inutile…. Va beh pagherò la multa, però voglio il tapiro».
Da notare oggi su Corriere Economia l’articolo di Aldo Grasso in cui tratta del product-placement nel film di Aldo, Giovanni e Giacomo “Il cosmo sul comò”.
Fonte: Corriere






