La sua presunta omosessualità divide appassionati e studiosi. Esce in Francia il primo volume dell’opera omnia dedicata alle imprese dell’investigatore.
PARIGI – Sherlock Holmes invidiava ad Oscar Wilde la spavalda omosessualitĂ . Il detective soffriva nel reprimere i propri istinti nell’implacabile Londra vittoriana dei suoi tempi.
Invece l’autore de Il ritratto di Dorian Gray li sbandierava e voleva trasformarsi in un eroe trionfante della libertà sessuale. Gli andò male.
Quando lo scrittore, nel 1895, fu condannato per dissolutezza, Sherlock sarebbe stato felice di andarlo a trovare nel carcere di Reading per sostenerlo moralmente. Ma Sherlock Holmes non è mai esistito. Perché se ne parla con toni così realistici nei forum d’Internet?
Holmes è solo una creatura uscita dalla fantasia di Arthur Conan Doyle. Fantasia? Guai a dirlo davanti a quel milione di «chierici holmesiani» sparsi per il mondo con le loro cinquecento associazioni, tra le quali figurano alcuni santuari italiani come gli «Sherlock Holmes’ friends».
Come non ricordare i disegni animati apparsi su Italia Uno? La storicità di Holmes è diventata un dogma, una verità inconfutabile per quanto riguarda la «natura carnale» del detective.
La fede non può essere garantita da controlli empirici. Per iscriversi alla «Société Sherlock Holmes de France» il candidato deve esserne convinto. Gli holmésiens francesi, in questi giorni, sono effervescenti e agitati perché è uscito, con versione inglese a fianco, il primo volume dell’opera omnia dedicata alle avventure dell’uomo che abitava al 221b di Baker Street, volume intitolato Les Aventures de Sherlock Holmes (Editore Omnibus). Un numero civico, il 221b, mai esistito, ma, anche in questo caso, guai a ostentare dei dubbi.
Tornano in circolazione alcuni film pornografici come Sherlock Homie e The American Adventures of Surelick Holmes (to lick significa leccare). La frangia omosessuale degli adoratori di Holmes è sempre pronta a dare battaglia. «Vorreste fare del razzismo omofobo anche su Holmes?», protesta un tale che si fa chiamare «Lynx Pourpre», Lince Rossa.
Dispute nei forum della «Société Sherlock Holmes de France» e in altri club. Sono stati calcolati oltre diecimila messaggi in un mese. Dispute nei murder party che sono riunioni organizzate dagli holmesologi per immaginare delitti e discutere fino all’alba del loro idolo. Ma come si fa a dire che Sherlock era gay? Sapevamo che si drogava per vincere la noia nei giorni in cui non era impegnato in un’inchiesta. Sapevamo che suonava il violino. D’accordo, c’era un vago sospetto a causa della sua misoginia, altro tema tornato di attualità . E poi chi sarebbe stato il suo amante segreto? Elementare: era il dottor Watson, anche se le parole «elementare, Watson», a detta degli holmésiens , non furono mai pronunciate dal personaggio.
Lui e Watson, che era un tipo gagliardo, con trascorsi coloniali, non vivevano in una sorta di concubinaggio nell’appartamento di Baker Street? Un tale, in un forum francese, sostiene che, durante un’indagine, un groom, entrato all’improvviso nella loro stanza di albergo, si scusò con termini molto equivoci: «Oh, avrei dovuto bussare se avessi saputo…». In sostanza, fece capire che i due erano stati interrotti in un momento di tenerezza.
Del resto lo scrittore Rex Stout, dalla cui penna uscì il detective Nero Wolfe, volle dimostrare che Holmes era una donna. E in un forum, sempre francese, c’è stato persino qualche accenno ad atteggiamenti pedofili. L’holmesologie è considerata una disciplina scientifica che studia la vita e l’opera di Sherlock Holmes.
Le Maître è il fondatore dell’indagine moderna. E su questo aspetto non c’è dibattito. Che si litighi sull’ipotesi che sia stato omosessuale o misogino, che non sia mai stato innamorato (tranne una volta: Irene Adler durante un’avventura in Boemia) e che non abbia mai pensato al sesso, tutto ciò costituisce la prova che Holmes è vivo e «discutibile». I suoi club francesi sono molto attivi nel fare proseliti, al punto che le alte sfere politiche di Francia ne sono intimorite. La prova sta nel fatto che un’inchiesta parlamentare considera gli holmésien s come adepti di una setta pericolosa. Il suo potenziale di fascinazione può essere dannoso per la maggioranza dei cittadini. Ma siamo proprio sicuri che Voltaire fosse francese?
Fonte: Corriere.it






