Super Mario Balotelli, attaccante dell’Inter, secondo Repubblica era nel mirino dell’Arsenal e la scorsa notte, forse impaurito da tale “mira”, s’è trovato a sparare (con una scacciacani) in piazza della Repubblica, vicino al centro di Milano.
Poco dopo, fermato da una “volante”, chiamata verso le 18.30 da una signora milanese che ha segnalato quattro ragazzi “africani” a bordo di un’Audi R8 nera avevano appena sparato in aria attraversando piazza della Repubblica a Milano, Mario ha definito “una ragazzata” di cui si assumeva tutta la responsabilità la “sparatoria” (la pistola aveva il classico tappo rosso delle pistole finte) e – secondo la Gazzetta – l’attaccante nerazzurro avrebbe detto alla polizia: “Sono proprio un pirla” (citando “il fu” Mourinho?).
I poliziotti si sono dunque limitati ad identificare tutte le persone in macchina.
Ai giornalisti della Gazza Super Mario ha poi spiegato: “Ogni volta che c’è di mezzo Balotelli succede un pasticcio. Io non ho fatto niente, stavo solo giocando con i miei amici. Martedì ho l’orale all’esame di maturità e sono concentrato sullo studio, devo studiare. Poi, finita la scuola, voglio concentrarmi al meglio per una grande stagione con l’Inter. Passo e chiudo”.
Nota di cronaca: negli anni ‘70 (1977 per la precisione) un calciatore della Lazio, Luciano Re Cecconi, entrò in una gioielleria con le mani in tasca e – credendo di esser riconosciuto (la Lazio aveva vinto uno storico scudetto nel 1974) – fece una finta minaccia di rapina ma il gioielliere non lo riconobbe, sparò e l’uccise.






